Ferrata delle Trincee

 


Percorso solo inizialmente atletico e poi suggestivo per via della vista a 360 gradi essendo che ti trovi sulla cresta del Padon e quindi non bisogna temere l'esposizione. Oltre alla vista questa ferrata offre anche una parte della nostra storia infatti qui sulla cresta del Padoan si scontravano le forze austriache e quelle italiane durante la Grande Guerra portando ad erigere numerose fortificazioni e caverne scavate nella roccia.

La Via ferrata richiede comunque una preparazione atletica adeguata dovuta non solo alla ferrata in sé ma anche all'avvicinamento. Ci sono, infatti, due possibilità per arrivare all'attacco della ferrata: il primo partendo dal Passo Fedaia, il secondo partendo da Arabba. Personalmente in passato avevo provato a salire dal Passo Fedaia arrivando all'attacco della ferrata che ero troppo stanco per proseguire e dovetti abbandonare l'idea, così la seconda volta sono partito da Arabba ed questo l'itinerario che vi suggerisco in questo post.

🧭 Scheda Tecnica Ferrata

Difficoltà: 🟠 IMPEGNATIVO (D)
(Leggi la Legenda)

⏱️ Avvicinamento: 0.30 ore

🧗 Ferrata: 3.00 ore

Tempo Totale: 6.00 ore

📏 Lunghezza: 8,5 km

📈 Dislivello: 652 m

🏔️ Altitudine Max: 2711 s.l.m.

🛤️ Sentiero: 636 - 680

🗺️ Cartografia: Tabacco n°06


Dati rilevati con strumentazione GPS. I tempi possono variare in base al passo.


Come Arrivare

Giunti ad Arabba in provincia di Belluno, bisogna prendere la Funivia per Porta Vescovo dove trovate anche un comodo parcheggio gratuito proprio qui. La Funivia costa per andata e ritorno €17,00 vi lascio consultare a voi orari e cambi di tariffe sul loro sito.


Avvicinamento

Dopo aver preso la Funivia da Arabba ed essere scesi a Porta Vescovo troverete il Rifugio Luigi Gorza e la vista sulla Marmolada. Trovate subito le indicazioni per l'attacco alla ferrata e dovrete prendere il sentiero n°636 che sale verso sinistra con le indicazioni dei segnavia del CAI (rosso e bianco) e in circa 30 minuti arriverete alla parete iniziale della ferrata dove potete trovare piccoli spazzi per mettersi in sicurezza l'attrezzatura.

Indicazioni con la Marmolada sullo sfondo
Indicazioni con la Marmolada sullo sfondo

Ferrata

La ferrata inizia subito a bomba con una parete verticale di circa 20 metri di origine vulcanica dove gli appigli naturali sono parecchio levigati e bisogna tirarsi sul caso e puntare i piedi e pian piano andare su. Si prosegue salendo verticalmente in diagonale sempre con pochi appigli naturali raggiungendo una piccola zona di sosta dove riprendere fiato e godersi il panorama.

Io che mi appresto a salire la parete verticale iniziale

Si riparte sulla sinistra con una cengia rocciosa salendo su un piano inclinato con ampie sporgenze per poi giungere ad uno spigolo. Superato tale spigolo bisogna salire facendo aderenza sulla roccia puntando i piedi e tenendosi sulla roccia terminando così il primo tratto "atletico" della Via Ferrata.


Inizia ora la seconda parte della Via, percorso più lungo che si svilupperà prevalentemente in cresta. Si continua alcuni metri utilizzando il cavo come corrimano e scendendo verso alcune cenge, raggiungendo il tratto più caratteristico della Via Ferrata: il ponte sospeso.


Si prosegue sempre in cresta facendo un continuo sali e scendi potendo continuamente ammirare a 360 gradi i vari gruppi dolomitici tra cui il Monte Pelmo, l'Antelao, la Marmolada, il Gruppo del Sella. 


Si inizia la discesa raggiungendo dei resti di un vecchio edificio della Grande Guerra e subito dopo uno spigolo esposto per una vista mozzafiato.


Superato anche questo spigolo panoramico scendiamo di quota raggiungendo i resti di un vecchia baracca in pietra e seguendo le indicazioni sulla il sentiero raggiungiamo la prima galleria dove troviamo finestre sulla Marmolada. Uscendo dalla prima galleria, restiamo su un sentiero erboso fino a raggiungere la seconda galleria ben più lunga della precedente e che richiede l'utilizzo di una torcia.

Vista dalla Galleria

Usciti dalla galleria proseguiamo fino a raggiungere il Bivacco Bontadini dove possiamo toglierci l'attrezzatura.


Ritorno

Dal Bivacco Bontadini proseguiamo la discesa fino al Rifugio Padon dove possiamo fare una meritata pausa. Da qui torniamo indietro lungo uno dei sentieri in quota segnalato con paletti di legno e bollini colorati in giallo e rosso. Si cammina con la Marmolda sulla sinistra e con tutta la cresta percorsa sulla destra. In circa un'ora e mezza siete di nuovo a Porta Vescovo.

Sentiero di ritorno 


Se siete fortunati potete riuscire a sentire o addirittura vedere qualche marmotta lungo la via del ritorno.



Considerazioni

La Via ferrata si divide in tre parti: la prima parte è atletica e richiede molto sforzo fisico, la seconda parte resti in cresta ad ammirare il paesaggio montano; la terza è quello di carattere storico.

Da portare una pila per affrontare la seconda galleria, il sentiero è segnato solo da cartelli riflettenti.

Volendo c'è la possibilità di fare una variante salendo al Torrione e avere una vista ancora maggiore su tutte le catene montuose circostanti.

Per maggiori informazioni, sappiate che è possibile affrontare la Via Ferrata con guide alpine.