Escursione a Gallio: alla scoperta delle malghe tra natura e storia
C’è un luogo dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso, dettato dal vento che accarezza l'erba alta e dal suono lontano dei campanacci. L'Altopiano dei Sette Comuni regala sempre emozioni autentiche, ma il Giro delle Malghe di Gallio ha qualcosa di magico. È un viaggio nel cuore pulsante della tradizione montana, un percorso che si snoda tra ampi orizzonti, boschi silenziosi e architetture rurali che raccontano secoli di vita d'alpeggio. Se cercate una giornata per rigenerare lo spirito e riempire gli occhi di bellezza, mettetevi gli scarponi: oggi vi porto con me in uno degli angoli più suggestivi del Veneto.
Scheda Tecnica
- Difficoltà: Difficile (Qui la Legenda)
- Tempo Totale: 3.30 ore
- Lunghezza: 17.2km
- Dislivello: 390m
- Altitudine Massima: 1.736 s.l.m.
- Sentiero: Segnavia blu - strada asfaltata/sterrata - n. 850
- Cartografia: Tabacco n°050
Come arrivare
Per iniziare questa escursione, ho raggiunto l'Altopiano e mi sono diretto verso il comune di Gallio. Da qui ho seguito le indicazioni per le Melette e Campomulo. Proseguendo lungo la strada principale che sale verso le vette, ho lasciato l'auto nel parcheggio in località Le Melette (quota circa 1477 m).
Il Percorso
La mia avventura è iniziata di prima mattina, immerso nella quiete frizzante dell'Altopiano. I primi passi sono stati un lento risveglio per le gambe. Proseguendo lungo la strada sterrata, il tracciato ha iniziato subito a salire in modo costante.
Dopo un primo tratto di cammino, sono arrivato nei pressi di Malga Campocavallo (1554 m). Il paesaggio qui è dominato da ampi pascoli verdi che si stagliano contro l'azzurro del cielo.
Dopo una breve sosta, ho continuato il mio anello.
Proseguendo lungo la strada sterrata, ho toccato la zona di Malga Buson (1545 m), per poi risalire leggermente verso Malga Slapeur (1600 m). In questo tratto, il sentiero si snoda tra dossi erbosi e affioramenti rocciosi, rendendo il cammino estremamente dinamico e mai monotono.
In prossimità di Malga Campomuletto (1602 m), ho deciso di dedicare una parte della mia giornata al Sentiero del Silenzio, seguendo l'indicazione del segnavia blu.
Non si tratta di una semplice deviazione, ma di un percorso meditativo che attraversa luoghi profondamente segnati dalla Prima Guerra Mondiale.
Proseguendo lungo il sentiero, mi sono imbattuto nelle diverse tappe che compongono questo "museo a cielo aperto".
Il cammino è scandito da installazioni artistiche e citazioni che invitano alla riflessione. Ho attraversato la "Porta della Memoria", un passaggio simbolico che introduce a un'area dove il silenzio della natura si fonde con il ricordo del conflitto.
Passo dopo passo, tra una scultura e l'altra, il sentiero mi ha portato a riflettere sul valore della pace in un contesto di bellezza naturale straordinaria, rendendo l'escursione non solo un esercizio fisico, ma un vero nutrimento per l'anima.
Terminata questa parentesi riflessiva, ho ripreso la via del ritorno. Proseguendo lungo la strada sterrata in discesa, raggiungendo il Rifugio Malga Campomulo (1530m).
Proseguendo su strada asfaltata ho completato l'anello tornando verso il parcheggio non prima di visitare Malga Busafonda Campomulo (1500m) e la chiesa degli alpini, concludendo una giornata indimenticabile.
Considerazioni
Affrontare un’escursione in montagna richiede sempre la giusta preparazione. Ecco alcuni consigli per godervi l'esperienza in sicurezza:
- Traccia GPX: Come sempre, lascio a disposizione la traccia GPX dell'escursione per aiutarvi nell'orientamento.
- Equipaggiamento: Indossate sempre scarponi da trekking con una buona suola per evitare scivolate, specialmente se il terreno è umido.
- Meteo: In Altopiano il tempo può cambiare rapidamente. Consultate sempre il bollettino meteo prima di partire e portate con voi un guscio impermeabile.
- Acqua e Cibo: Non dimenticate una scorta d'acqua sufficiente e degli snack energetici. Anche se le malghe offrono ristoro, è bene essere sempre autosufficienti.
- Rispetto per l'ambiente: Siete in un ecosistema delicato. Restate lungo i sentieri tracciati, non disturbate il bestiame al pascolo e portate sempre a valle i vostri rifiuti.






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