Rifugio Vazzoler: tra boschi incantati e giganti di pietra
Esistono luoghi capaci di farti sentire piccolo e, allo stesso tempo, immensamente parte della natura. Il Rifugio Vazzoler è uno di questi. Situato in una posizione strategica sotto le imponenti pareti della Civetta e della Moiazza, questo storico presidio alpino è una meta imperdibile per chi ama il fascino selvaggio delle Dolomiti. In questa versione invernale, l'atmosfera cambia completamente: il verde lascia spazio al bianco assoluto e il silenzio si fa profondo. Cammineremo tra sentieri che profumano di neve e resina, circondati da guglie che sembrano toccare il cielo, pronti a scoprire uno degli angoli più iconici del gruppo della Civetta nel cuore della stagione fredda.
🥾 Scheda Tecnica Escursione
⌛ Tempo Totale: 3.15 ore
📏 Lunghezza: 8,80 km
📈 Dislivello: 570 m
🛤️ Sentiero: CAI n. 555
🗺️ Cartografia: Tabacco n°015
🏔️ Altitudine Max: 1.714 m (Rifugio Vazzoler)
Come arrivare
Il punto di partenza dell’escursione è la località di Capanna Trieste, situata in fondo alla Val Corpassa, nel comune di Taibon Agordino (BL). Per raggiungerla, si percorre la strada che da Agordo sale verso Listolade; da qui, si seguono le indicazioni per la Val Corpassa e Capanna Trieste, dove è presente un parcheggio dove poter lasciare l’auto prima di iniziare l’ascesa.
Vi lascio qui le indicazioni maps.
Il percorso
Ho iniziato la mia escursione proprio dal parcheggio nei pressi di Capanna Trieste, situato a un'altitudine di circa 1.185 metri. Zaino in spalla, ho seguito fin da subito le indicazioni per il Rifugio Vazzoler imboccando la strada forestale (segnavia CAI 555) che risale la valle. Essendo inverno, la strada era ricoperta da una solida coltre nevosa, rendendo il paesaggio ovattato e magico.
Il primo tratto del percorso si è sviluppato su una pendenza costante.
Ho proseguito lungo la traccia principale, seguendo i tornanti della forestale che guadagnano quota in modo regolare.
Il contrasto tra il bianco candido della neve e il grigio scuro delle pareti rocciose che emergevano dai boschi rendeva ogni passo unico.
Dopo circa metà percorso, l'ambiente è diventato più aperto e i giganti di pietra della Civetta hanno iniziato a dominare l'orizzonte. Continuando a salire con passo costante, ho finalmente raggiunto la quota di 1.714 metri, dove sorge il Rifugio Mario Vazzoler.
In questa stagione il rifugio era, come previsto, chiuso, e offriva un'immagine di quiete assoluta. Anche il celebre giardino botanico alpino era completamente sommerso dalla neve. Accanto alla struttura principale ho potuto ammirare la piccola chiesetta del rifugio e il bivacco ad uso invernale.
Per chi avesse necessità di riparo durante la stagione di chiusura, il Vazzoler mette a disposizione un locale invernale (bivacco). Ecco alcuni dettagli utili:
- Posti letto: Dispone generalmente di 6-8 posti letto su tavolato con materassi e coperte.
- Stufa: Purtroppo nel bivacco invernale non è presente una stufa né legna; è quindi fondamentale avere un sacco a pelo adeguato alle temperature invernali.
- Contatti: Per informazioni aggiornate sullo stato del bivacco o per emergenze non urgenti, è consigliabile contattare il CAI di Conegliano (proprietario della struttura) o i gestori del rifugio tramite i loro canali ufficiali prima della partenza.
Dopo essermi goduto il panorama solitario e la maestosità delle Torri Venezia e Trieste, ho intrapreso la via del ritorno ripercorrendo a ritroso lo stesso sentiero dell'andata fino a Capanna Trieste.
Considerazioni
Come sempre, quando ci si avventura in quota, e specialmente in inverno, raccomando la massima prudenza: controllate sempre il bollettino meteo e quello valanghe prima di partire. Indossate calzature adatte e portate con voi ramponcini o ciaspole a seconda delle condizioni del manto nevoso. La montagna invernale richiede ancora più rispetto e preparazione.
Per chi volesse seguire esattamente i miei passi, qui sotto lascio a disposizione la traccia GPX dell'escursione.
Buon cammino a tutti!












