Alla scoperta del Sentiero Naturalistico N. 2: Cuore Centrale dei Colli Euganei

 
Immaginate di camminare sospesi tra la terra e il cielo, lungo la spina dorsale di un antico arcipelago vulcanico. Il Sentiero Naturalistico N. 2, noto anche come il sentiero "Centrale", è molto più di una semplice passeggiata: è un’immersione totale in un paesaggio dove la natura si fonde con la storia millenaria. Qui, i boschi di castagno cedono improvvisamente il passo a creste panoramiche e antichi monasteri silenziosi. Senza preoccuparsi del cronometro, questo itinerario vi porterà nel cuore pulsante del Parco Regionale, tra vedute che spaziano dalla pianura veneta fino alle vette prealpine, regalandovi un'esperienza rigenerante per lo spirito e per gli occhi.

🥾 Scheda Tecnica Escursione

Difficoltà: 🟠 IMPEGNATIVO (IG 37.7)
(Leggi la Legenda)

Tempo Totale: 7.00 ore

📏 Lunghezza: 16,60 km

📈 Dislivello: 800 m

🛤️ Sentiero: Bianco-rosso n. 2

🗺️ Cartografia: Tabacco n°060

🏔️ Altitudine Max: 619 m (Monastero Olivetani)


Dati rilevati con strumentazione GPS. I tempi possono variare in base al passo.

Come arrivare

Il punto di partenza dell'escursione è situato presso il Passo del Roverello, nel comune di Galzignano Terme (PD). Qui le indicazioni maps.

Da Padova, seguite le indicazioni per Abano e Montegrotto Terme, proseguite per Galzignano e risalite lungo la strada provinciale che porta verso Faedo/Cinto Euganeo. Arriverete al valico del Roverello dove sono presenti aree di sosta. 

Il sentiero è ben segnalato dai cartelli ufficiali del Parco (segnavia bianco-rosso numero 2).



Il Percorso

La mia avventura è iniziata dal Passo del Roverello, a una quota di circa 199 metri. 


Dopo i primi passi su un sentiero agevole che perde leggermente quota, ho subito puntato verso la zona de La Corbeggiare


Qui il sentiero si mantiene inizialmente morbido, permettendo di scaldare le gambe mentre ci si inoltra nel fitto della vegetazione euganea.

Continuando il cammino, sono arrivato in località Case Zuccato, prima di iniziare la risalita verso le creste. 


Seguendo fedelmente i segnavia, ho affrontato la salita verso il Monte Arrigon e successivamente il Monte Pirio. Quest'ultima zona è una delle più suggestive: il panorama si apre improvvisamente e la vista può spaziare sui vigneti sottostanti.



Ho proseguito il viaggio girando attorno al Monte Penacio, mantenendomi su un sentiero di mezza costa che offre angoli di ombra preziosi, per poi affiancare il profilo del Monte Miego



La parte più significativa è stata la salita verso il maestoso Monte Venda, la cima più alta dei colli. Qui ho fatto una sosta doverosa per visitare i resti dell'antico Monastero degli Olivetani, un luogo intriso di misticismo che domina l'area da una posizione privilegiata. 


Ripreso il cammino, sono sceso verso Castelnuovo, dove ho visitato la sua chiesa, un piccolo gioiello incastonato nel verde.


L'ultima parte dell'escursione mi ha visto camminare in cresta fino a raggiungere il Monte Pendice



Per la discesa da questa cima, fate molta attenzione: esiste un sentiero attrezzato con scaletta e catena che richiede cautela; se non ve la sentite o non siete esperti, potete tranquillamente evitarlo utilizzando uno dei sentieri alternativi presenti sul monte.



Infine, attraverso un bosco rigoglioso, sono rientrato al parcheggio del Passo del Roverello, chiudendo questo splendido anello.



Considerazioni

Come ogni escursione, la prudenza è fondamentale. Anche se le quote non sono alpine, il terreno può essere insidioso, specialmente se ha piovuto i giorni precedenti.

Attenzione al Monte Pendice! Come indicato, il passaggio con scaletta e catena va affrontato con la dovuta prudenza. Se preferite un percorso più semplice, optate per le varianti alternative.

Indossate sempre scarponcini da trekking con un buon grip.

Portate una scorta adeguata di acqua.

Rispettate la flora e la fauna del Parco Regionale.

Per aiutarvi nella pianificazione e non sbagliare i bivi, vi lascio qui sotto la mia traccia GPX registrata durante il cammino.

Buon cammino a tutti!