Trekking al Rifugio Caldenave e i suoi laghi cristallini
Immaginate una valle dove il tempo sembra essersi fermato, dove il rumore dell'acqua che scorre tra i sassi è l'unica colonna sonora e il verde dei pascoli si fonde con il blu intenso dei laghi alpini. Esplorare il gruppo del Lagorai significa immergersi in una natura autentica, lontana dalle folle dei percorsi più blasonati. L'escursione al Rifugio Caldenave non è solo una camminata, ma un viaggio sensoriale tra profumo di resina, praterie d’alta quota e specchi d'acqua che riflettono le vette granitiche. Se cercate un luogo dove rigenerare lo spirito, allacciate gli scarponi: oggi vi porto in uno degli angoli più suggestivi del Trentino.
🥾 Scheda Tecnica Escursione
📊 SFORZO FISICO
⌛ Tempo Totale: 6 ore
📏 Lunghezza: 11.2 km
📈 Dislivello: 700 m
📉 Pendenza Max: 33%
🗺️ PERCORSO
🥾 Tipo Sentiero: T - E
🛤️ Sentieri: SAT 332, 360, Nomadi
🪧 Segnaletica: Presente
🗺️ Cartografia: Tabacco n.058
🏔️ AMBIENTE
🔝 Altitudine Max: 2150 m
❄️ Neve: Assente
💧 Acqua: Presente
🏠 LOGISTICA
🏨 Rifugio: 0 notti
⛺ Tenda/Bivacco: 0 notti
🧗 VIA FERRATA
⛓️ Ferrata: Assente
🚶 Avvicinamento: 0 ore
⌛ Tempo Ferrata: 0 ore
Come arrivare
Il punto di partenza della nostra avventura è la Val di Campelle, una laterale della Valsugana.
Per raggiungerla, percorrete la SS47 della Valsugana fino all’uscita per Strigno. Da lì, seguite le indicazioni per Spera e successivamente continuate a salire lungo la strada provinciale seguendo i cartelli per la Val di Campelle. Per questa escursione ho parcheggiato l'auto nei pressi del Rifugio Carlettini, situato a circa 1.380 metri di quota, un ottimo punto di appoggio prima di iniziare a risalire la valle. Qui le indicazioni maps.
Il percorso
La mia giornata è iniziata proprio dal Rifugio Carlettini. Sono partito percorrendo una comoda strada sterrata, ma l'ho abbandonata quasi subito per assecondare il richiamo della natura, seguendo la cartellonistica.
Mi sono inoltrato nel bosco per affiancare il torrente, godendomi il fresco e il suono costante dell'acqua.
Poco dopo mi sono ricongiunto alla sterrata principale, ho attraversato un bellissimo ponticello in legno e ho ripreso il sentiero nel fitto del bosco.
Man mano che salivo, la vegetazione ha iniziato a diradarsi, aprendosi finalmente sulla magnifica piana torbiera che ospita il Rifugio Caldenave (1.792 m).
Dopo una sosta per ammirare i meandri del ruscello che attraversa il pascolo, ho ripreso il cammino. Dal rifugio trovi le indicazioni per i Laghi dell'inferno.
Il sentiero scende fino alla piana per poi risalire costantemente nel bosco.
La fatica è stata però ripagata dall'arrivo ai Laghi dell'Inferno. Ho raggiunto prima il primo lago e poi, con una breve deviazione (chiaramente visibile nella traccia GPX), sono andato a scoprire il secondo specchio d'acqua, un angolo di pace assoluta incastonato tra le rocce.
Non era ancora finita: ho continuato a salire fino a raggiungere il Baito Lastei (2.050 m), un piccolo bivacco di assoluta emergenza che testimonia la severità di queste montagne.
Da qui ho affrontato l'ultimo sforzo in salita fino ad arrivare al Lago di Nassarè, toccando la quota massima di circa 2.147 metri. Questo è stato il luogo perfetto per una meritata pausa pranzo: mi sono rifocillato con gli occhi puntati sulle cime circostanti.
Dopo pranzo è iniziata la discesa. Mi sono diretto verso il Bivacco Malga Nassarè (1.760 m), scendendo di quota rapidamente.
Dalla malga ho seguito il suggestivo Sentiero dei Nomadi; arrivato al primo bivio incontrato, ho proseguito verso destra seguendo le indicazioni per Malga Casarine di Dentro.
Da questo punto in poi il percorso si è fatto più agevole: sono rimasto sulla strada sterrata che, con una pendenza costante e mai eccessiva, mi ha riportato comodamente fino al punto di partenza al Rifugio Carlettini.
Considerazioni
Questa escursione non presenta difficoltà tecniche estreme, ma richiede un buon allenamento fisico visto il dislivello e la varietà del terreno. Come sempre, raccomando la massima prudenza: la montagna va rispettata. Consultate sempre il meteo prima di partire, indossate calzature adatte e portate con voi strati termici anche in estate, poiché il tempo può cambiare repentinamente.
In questa zona ci sono diverse fonti d'acqua, oltre ai ruscelli presenti nella prima parte e da cui poter attingere acqua con l'utilizzo del filtro, potete contare sul Rifugio e anche sulla fontana al Bivacco Malga Nassarè.
Come sempre vi lascio qui sotto la mia traccia GPX da scaricare e consultare.






















