Anello del Bivacco Feltre: l'incredibile notte ai piedi del Sass de Mura
Ci sono giornate in cui capisci che in montagna non sei tu a comandare, ma sei solo un ospite. Il Bivacco Feltre - Walter Bodo, adagiato nell'incantevole e selvaggio catino di Cimonega, era la mia meta, un luogo che sognavo da tempo di raggiungere per passare una notte sotto le stelle, al cospetto del maestoso Sass de Mura. Quello che non potevo prevedere era che il viaggio si sarebbe trasformato in una vera e propria prova di resistenza psicologica. Dal Rifugio Boz in poi, il meteo ha deciso di giocare a carte scoperte: mi sono preso la grandine per ben tre volte. Tre temporali diversi, implacabili. La terza volta, in particolare, è stata quasi surreale: eravamo praticamente arrivati, mancava solo l'ultimo strappo, e il cielo si è scatenato di nuovo sopra di noi con una violenza tale da farci sentire respinti. Era come se la montagna stessa stesse erigendo un muro invisibile, sussurrandoci che lassù, quel giorno, non ci voleva proprio far arrivare. Ma la determinazione (e una buona dose di prudenza) ci ha permesso di aprire quella porta metallica rossa e goderci un bivacco indimenticabile.
🥾 Scheda Tecnica Escursione
📊 SFORZO FISICO
⌛ Tempo Totale: 11 ore
📏 Lunghezza: 22.87 km
📈 Dislivello: 1680 m
📉 Pendenza Max: 35%
🗺️ PERCORSO
🥾 Tipo Sentiero: T - E - EE - Attrezzato
🛤️ Sentieri: CAI 805, 801, 806
🪧 Segnaletica: Presente
🗺️ Cartografia: Tabacco n.023
🏔️ AMBIENTE
🔝 Altitudine Max: 1960 m (Col dei Bechi)
❄️ Neve: Assente
💧 Acqua: Presente
🏠 LOGISTICA
🏨 Rifugio: 0 notti
⛺ Tenda/Bivacco: 1 notte
🏠 VIA FERRATA
⛓️ Ferrata: Assente
🚶 Avvicinamento: 0 ore
⌛ Tempo Ferrata: 0 ore
Come arrivare
Il punto di partenza dell'escursione è il parcheggio della Val Canzoi, situato nel comune di Cesiomaggiore (BL), all'interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Per raggiungerlo in auto, si segue la strada statale che collega Feltre a Belluno, svoltando seguendo le indicazioni per Soranzen e, successivamente, inoltrandosi nella suggestiva e profonda Val Canzoi fino a raggiungere la fine della strada asfaltata, nei pressi del Lago della Stua (qui le indicazioni maps).
Giorno 1: Salita al Bivacco Feltre
Sono partito dal parcheggio in Val Canzoi, a quota 654 m, zaino in spalla e scarponi ben allacciati. Il sentiero comincia subito a salire in maniera decisa immerso nel bosco lungo il segnavia CAI 805, intersecandosi poi con la strada forestale che ci accompagnerà per buona parte della salita al Passo Finestra. L'ambiente è umido e rigoglioso, tipico delle valli prealpine che si incuneano verso il cuore delle Dolomiti.
Dopo una salita costante e a tratti faticosa, il bosco comincia a diradarsi lasciando spazio a mughi e ripide rampe erbose. Ho seguito le indicazioni per il Passo della Finestra, che ho raggiunto a quota 1.776 m. Il panorama da quassù è spettacolare e ripaga ampiamente della fatica: una vera e propria "finestra" naturale che si affaccia sulle aspre pareti rocciose circostanti.
Dal passo, una breve e piacevole discesa per poi risalire alla conca di Neva, dove sorge il Rifugio Bruno Boz (1.718 m). Qui una sosta per ricaricare le energie era d'obbligo, ignorando che da quel momento in poi il meteo avrebbe deciso di rendere tutto memorabile.
Nota: qui potete fare rifornimento di acqua direttamente in rifugio, altrimenti subito fuori trovate una fontanella di acqua, non c'è scritto che è potabile quindi consiglio comunque di portare un filtro.
Lasciato il rifugio alle spalle, ho imboccato l'Alta Via n. 2 (sentiero CAI 801) in direzione del Bivacco Feltre, dirigendomi al Pass de Mura (1.867 m).
Dopo il Pass de Mura è iniziato il "battesimo della grandine". Il cielo si è oscurato improvvisamente e una prima grandinata mi ha colto lungo i traversi e alcuni tratti attrezzati con una corda metallica.
Giusto il tempo di ripararsi e ripartire, ed ecco la seconda scarica. Il sentiero aggira i contrafforti calcarei offrendo una vista spettacolare sull'imponente mole del Sass de Mura (la cui vetta svetta fino a 2.547 m dominando l'orizzonte).
Continuo a salire lungo il ripido e spettacolare sentiero intagliato, raggiungendo il Col dei Bechi (toccando il punto più alto della traccia a circa 1.960 m), dove l'ambiente si fa incredibilmente selvaggio, roccioso e finalmente la grandine e pioggia mi dà tregua.
Subito dopo il sentiero inizia a scendere e inizio a vedere in lontananza il Bivacco Feltre con il suo colore rosso inconfondibile e questo mi da la carica per continuare il sentiero. Trovo le indicazioni per la Casera Cimonega che ignoro e continuo a proseguire, dove troviamo le indicazioni per il Bivacco Feltre ... ultimi 40 minuti di strada.
Arrivo quindi al Col del Mul (1.840 m) e mi aspettano gli ultimi 100m di dislivello per arrivare al Bivacco, se non fosse che proprio in quel momento la montagna ha deciso di sferrare l'ultimo attacco: una terza, violentissima grandinata.
Ormai stanco dalla lunga escursione e ormai così prossimo al traguardo, racimolo le ultime forze e supero da prima un breve tratto attrezzato con cavo metallico e scalette, per poi continuare su sentiero.
Finalmente, svolto l'angolo e la sagoma rossa del bivacco appariva finalmente in lontananza. Stringendo i denti, ho percorso gli ultimi metri per poi fiondarmi finalmente all'interno del Bivacco Feltre - Walter Bodo (1.930 m).
Il Bivacco Feltre - Walter Bodo
Di proprietà del CAI di Feltre, il complesso è composto da due strutture distinte e speculari, pensate per garantire un punto d'appoggio sicuro in un ambiente così selvaggio.
Il bivacco più grande presenta 14 letti, tutti completi di materassi e coperte per la notte, e due tavoloni grandi dove poter mangiare; mentre il bivacco più piccolo presenta 5 letti e due tavolini piccoli giusto per avere un appoggio.
Per quanto riguarda l'approvvigionamento idrico, c'è una fontanella posizionata subito fuori dalla struttura; tuttavia, non sempre funziona (specie a stagione avanzata o in periodi di secca). Niente panico, però: in alternativa c'è una fonte d'acqua naturale a soli 10 metri dal bivacco lungo il sentiero per arrivare al bivacco, utilissima per riempire le borracce e cucinare.
Giorno 2: Rientro in Val Canzoi
Dopo una notte rigenerante avvolti dal continuo rumore della pioggia, il mattino ci ha svegliati con un'aria frizzante e la presenza di un arcobaleno, un augurio per la giornata. È tempo di rientrare, dopo aver pulito e sistemato il bivacco.
Sono ripartito dal bivacco scendendo lungo il sentiero CAI 806 che attraversa la splendida ed isolata conca pascoliva dominata dalle pareti Nord del Sass de Mura. Lungo la discesa ho incontrato i resti e i pascoli della Casera Cimonega (situata intorno ai 1.635 m) che può passare come bivacco di emergenza.
Da qui il sentiero inizia a perdere quota in modo più repentino, infilandosi nuovamente nel fitto bosco della Val Canzoi.
La discesa e il rientro verso il fondovalle richiedono passo fermo, specialmente dopo le piogge del giorno precedente che hanno reso il terreno umido. Il sentiero perde quota costantemente fino a incrociare nuovamente la strada forestale che costeggia il Lago della Stua, riportandomi infine al punto di partenza al parcheggio della Val Canzoi (654 m), stanco, un po' umido, ma con gli occhi pieni di meraviglia.
Considerazioni e Avvertenze
Come sempre quando parliamo di Dolomiti e di percorsi d'alta quota, la prudenza non è mai troppa. Quello al Bivacco Feltre è un itinerario di straordinaria bellezza ma che si sviluppa in un ambiente selvaggio e isolato. Richiede un ottimo allenamento fisico, assenza di vertigini (per via di alcuni tratti esposti e del breve tratto attrezzato con scalette) e la capacità di saper gestire i repentini cambi meteorologici, proprio come è successo a me con le tre grandinate!
Controllate sempre i bollettini meteo prima di partire, portate con voi abbigliamento tecnico adeguato (guscio impermeabile fondamentale!) e scorte d'acqua.
Come di consueto, lascio qui sotto la traccia GPX completa del mio percorso, così da poter pianificare al meglio la vostra avventura nell'incredibile catino di Cimonega.














































