Rifugio 7° Alpini: partendo da Case Bortot


Immaginate una valle selvaggia e profonda, dove il rumore dell'acqua accompagna ogni singolo passo e le pareti verticali di roccia dolomitica si alzano improvvisamente verso il cielo fino a toccare le nuvole. L'escursione al Rifugio 7° Alpini è un vero e proprio rito di passaggio per chi ama la montagna autentica, quella ruvida, maestosa e lontana dal turismo di massa. Ci troviamo nel gruppo della Schiara, la montagna dei bellunesi, un gigante di pietra che sorveglia la Valbelluna. Arrivare fin sotto la celebre Gusela del Vescovà, l'incredibile ago di roccia simbolo di queste zone, regala quella sensazione di profonda connessione con la natura selvaggia che solo i sentieri storici sanno trasmettere. Allacciate gli scarponi: oggi vi porto con me in uno dei trekking più iconici e affascinanti di tutto il Veneto.


🥾 Scheda Tecnica Escursione

Livello: 🔵 MODERATO (IG 21.1)
(Leggi la Legenda)

📊 SFORZO FISICO

Tempo Totale: 6 ore

📏 Lunghezza: 12.0 km

📈 Dislivello: 950 m

📉 Pendenza Max: 35%

🗺️ PERCORSO

🥾 Tipo Sentiero: E (Escursionistico)

🛤️ Sentieri: CAI 501

🪧 Segnaletica: Presente

🗺️ Cartografia: Tabacco n.024

🏔️ AMBIENTE

🔝 Altitudine Max: 1502 m

❄️ Neve: Assente

💧 Acqua: Presente

🏠 LOGISTICA

🏨 Rifugio: 0 notti

Tenda/Bivacco: 0 notti

🧗 VIA FERRATA

⛓️ Ferrata: Assente

🚶 Avvicinamento: 0 ore

Tempo Ferrata: 0 ore


Dati rilevati con strumentazione GPS. Il percorso è classificato come E (Escursionistico) ma richiede un buon allenamento a causa del dislivello costante.


Come arrivare

Il punto di partenza di questa classica escursione è la località di Case Bortot (spesso indicata anche come Case Borbot), situata nel comune di Belluno (qui le indicazioni maps).

Da Belluno, si seguono le indicazioni per la frazione di Bolzano Bellunese. Superato il paese, si continua a risalire lungo la strada asfaltata, che diventa via Case Bortot. La strada sale con alcuni tornanti fino a terminare proprio in corrispondenza di un piccolo parcheggio sterrato gratuito dove è possibile lasciare la vettura. Consiglio di arrivare presto nei fine settimana estivi, poiché è una meta molto frequentata dagli escursionisti locali.



Il percorso

Sono partito di buon mattino dal parcheggio di Case Bortot, situato a quota 692 m. Zaino in spalla, ho seguito fin da subito le chiare indicazioni per il sentiero CAI 501, che rappresenta la via d'accesso principale alla profonda Val d'Ardo.


La primissima parte del tracciato si sviluppa su una comoda stradina forestale pianeggiante o in leggera salita, immersa in un fitto e fresco bosco di latifoglie. Camminando, la pendenza è rimasta morbida, permettendomi di scaldare le gambe. Poco dopo, il sentiero compie una discesa accentuata per andare a superare il torrente Ardo: ho perso qualche metro arrivando nei pressi del suggestivo e profondo solco del torrente, un angolo umido e affascinante avvolto dal fragore dell'acqua.




Superato il ponte, il sentiero cambia decisamente carattere. Ho cominciato a risalire in modo costante la sponda opposta della valle. La pendenza si fa via via più decisa: il bosco si dirada a tratti lasciando spazio a pendenze importanti, e in breve tempo prendo quota. Il sentiero qui sale a tornanti, regolare ma implacabile, ideale per prendere un buon ritmo di fiato e passo.



Continuo a salire sotto l'ombra degli alberi e, man mano che guadagno quota, l'ambiente circostante ha iniziato a farsi decisamente più alpino. Gli alberi ad alto fusto hanno progressivamente lasciato il posto a mughi e arbusti, e sopra la mia testa hanno cominciato a fare capolino le imponenti e verticali bastionate rocciose della Schiara.


Successivamente il panorama si apre ulteriormente, regalando i primi scorci sulla selvaggia gola sottostante. Ho continuato a salire lungo il costone della montagna, affrontando alcuni tratti leggermente più ripidi su fondo sassoso. Ormai la vegetazione è ridotta al minimo e il sole picchia sulle pareti calcaree.


Ancora 200m di dislivello dall'obbiettivo l'emozione si fa forte: la maestosa mole della Schiara appare in tutta la sua vertiginosa verticalità. Ho affrontato gli ultimi sforzi e gli ultimi tornanti che risalgono affianco ad una serie di cascate una più bella dell'altra. 

Ed eccolo lì, finalmente visibile su un verde sperone erboso proprio al cospetto delle pareti rocciose: sono arrivato al Rifugio 7° Alpini. Lo spettacolo da quassù è indimenticabile, dominato dall'inconfondibile profilo della Gusela del Vescovà che svetta contro il cielo.


Dopo una meritatissima sosta rigenerante, ho intrapreso il rientro seguendo fedelmente lo stesso percorso dell'andata. Ho ripercorso in discesa i ripidi tornanti rocciosi, sono rientrato nel bosco fino a scendere nuovamente al ponte sul torrente Ardo e, con un'ultima breve risalita spaccagambe, sono ritornato stanco ma pienamente soddisfatto al parcheggio di Case Bortot.



Considerazioni

L'escursione al Rifugio 7° Alpini è un percorso di pura e autentica montagna. Sebbene non presenti difficoltà tecniche particolari, richiede un buon allenamento fisico e abitudine alla camminata in salita costante su terreni che, nella seconda parte, diventano più pendenti.

Come sempre quando si va in quota, vi raccomando la massima attenzione:

  • Consultate sempre i bollettini meteo prima di partire (la testata della Schiara è soggetta a rapidi cambi di tempo ed improvvisi temporali pomeridiani).
  • Indossate calzature adeguate, preferibilmente scarponi da trekking con una buona suola scolpita.
  • Portate con voi una buona scorta d'acqua, poiché il tratto centrale sotto il sole può essere molto caldo.

Come di consueto per tutti i miei itinerari, vi lascio qui sotto la traccia GPX. Buona escursione!