Oltre il Rifugio Carestiato: Solitudine e Panorama Dalla Cima del Monte Alt di Framont


Se c’è un luogo nelle Dolomiti Agordine capace di regalare un senso di isolamento quasi mistico pur trovandosi a breve distanza da punti di appoggio ben noti, quello è il Monte Alt di Framont. Spesso oscurato dalle pareti vertiginose della Moiazza che gli fanno da sfondo, questo rilievo offre in realtà una prospettiva privilegiata e un’atmosfera selvaggia che conquista al primo sguardo. Camminare tra i suoi pascoli alti, superare le forcelle panoramiche e risalire il fondo di conche erbose circondati solo dal fischio delle marmotte e dal rumore dei propri passi è un’esperienza che riconnette profondamente con la montagna autentica.

🥾 Scheda Tecnica Escursione

Livello: 🔵 MODERATO (IG 29.0)
(Leggi la Legenda)

📊 SFORZO FISICO

Tempo Totale: 7 ore

📏 Lunghezza: 14.9 km

📈 Dislivello: 850 m

📉 Pendenza Max: 35%

🗺️ PERCORSO

🥾 Tipo Sentiero: T - E - EE

🛤️ Sentieri: CAI 549, 543, 524

🪧 Segnaletica: Presente

🗺️ Cartografia: Tabacco n.025

🏔️ AMBIENTE

🔝 Altitudine Max: 2181 m

❄️ Neve: Assente

💧 Acqua: Presente

🏠 LOGISTICA

🏨 Rifugio: 0 notti

Tenda/Bivacco: 0 notti

🧗 VIA FERRATA

⛓️ Ferrata: Assente

🚶 Avvicinamento: 0 ore

Tempo Ferrata: 0 ore


Dati rilevati con strumentazione GPS. La classificazione EE è giustificata dalla presenza di tratti ripidi su rocce e mughi nell'avvicinamento alla cresta sommitale, dove si richiede passo fermo.

Come arrivare

Il punto di partenza dell'escursione è il Passo Duran (1.605 m s.l.m.), valico alpino che mette in comunicazione la Valle di Zoldo con Agordo (qui le indicazione maps).


  • In auto da Agordo / Belluno: Si risale la SR203 dell'Agordino e, giunti ad Agordo, si seguono le indicazioni per il Passo Duran imboccando la SP347. La strada sale con diversi tornanti immersi nel bosco fino a raggiungere il valico.
  • In auto dalla Val di Zoldo: Da Forno di Zoldo o Dont si prende la SP347 risalendo verso il Passo Duran.

In corrispondenza del valico, nei pressi dei rifugi San Sebastiano e Tomè, sono presenti comodi spiazzi dove poter parcheggiare l'auto prima di mettersi in cammino.



Il percorso

Sono partito di buon mattino dal Passo Duran (1.606 m), lasciandomi alle spalle le prime luci del giorno che sfilavano sui pendii del San Sebastiano. Ho imboccato subito il sentiero che sale pendente e costante tra manti erbosi e terra.


Attenzione: se i giorni prima ha piovuto qui troverete molto fango.

Proseguendo ho incontrato il primo bivio e mi sono immesso nella mulattiera (segnavia CAI 549 - Alta Via delle Dolomiti n. 1) che sale in modo costante ma mai eccessivamente severo verso il Rifugio Bruto Carestiato. 


Il primo tratto si snoda morbido tra bosco rado di larici e radure, offrendo già splendidi scorci sulla valle sottostante. Continuando a risalire la traccia, l'orizzonte si è aperto improvvisamente di fronte alla maestosa parete della Moiazza. In breve tempo e senza particolari difficoltà, ho raggiunto la panoramica terrazza su cui sorge il Rifugio Bruto Carestiato (1.833 m).



Dal Rifugio Carestiato (1.833 m), ho ripreso il cammino lasciandomi alle spalle la struttura e addentrandomi inizialmente in una leggera discesa immersa nel bosco lungo il sentiero CAI n.554. 



In breve il sentiero è tornato a stabilizzarsi in quota, snodandosi in un suggestivo traverso tra macchie di pino mugo e affioramenti rocciosi, sempre mantenendo la direzione verso la prima vera meta intermedia della giornata: Forcella del Camp. 




L'ultimo strappo per raggiungere la Forcella del Camp (1.933 m) si fa più severo: la pendenza aumenta decisa mentre il percorso risale nel bosco, richiedendo un po' di fiato prima di sbucare sull'intaglio della forcella.




Raggiunta la Forcella del Camp, ho affrontato una breve discesa prima di dare il via alla salita verso la Forcella Sejere. In questa tratta il sentiero cambia continuamente carattere, alternando freschi tratti boschivi a ripide rampette su manto erboso che mettono subito alla prova le gambe.





Giunti alla Forcella Sejere, occorre prestare particolare attenzione alla traccia: qui il sentiero svolta verso destra, addentrandosi tra rocce e mughi. 



Superata questa sezione più tecnica e articolata, il paesaggio si apre all'improvviso lasciando spazio all'ampio e spettacolare crinale erboso sommitale. 


Risalendo questo ultimo pendio panoramico, sono finalmente giunto in vetta al Monte Alt di Framont (2.181 m), accolto dalla maestosa croce di vetta. 


Da qui lassù, lo sguardo spazia a perdita d'occhio dominando l'intera conca dell'Agordino e regalando una vista mozzafiato a 360 gradi.




Per il rientro, dopo essermi goduto il silenzio della vetta, ho ripercorso a ritroso la dorsale sommitale scendendo nuovamente verso la conca del Framont. Da qui, prima di risalire verso la Forcella Camp ho deciso di visitare la Casera del Camp. Ottimo punto di riparo per una notte oppure per attraversare l'Alta via n.1 delle Dolomiti.



Dopo la visita alla casera ho ripreso il sentiero per ritornare a Forcella del Camp.



Dalla Forcella ho ripreso il sentiero di andata raggiungendo prima il Rifugio Carestiato e poi il Passo Duran (1.606 m).





Considerazioni e raccomandazioni

L'escursione al Monte Alt di Framont è una camminata dolomitica di grande soddisfazione, adatta agli escursionisti con un minimo di allenamento alle salite di montagna. La parte iniziale fino al Rifugio Carestiato è molto frequentata, mentre la sezione che risale verso il Monte Alt richiede attenzione per orientarsi sui pascoli e sul crinale finale.

Se volete potete evitare la visita alla Casera del Camp risparmiando circa 100m di dislivello.

⚠️ Avvertenze per la sicurezza in montagna:

  • Equipaggiamento: Indossate sempre scarponi da trekking con suola scolpita (Vibram o similari). Il meteo in montagna può cambiare rapidamente, quindi portate sempre nello zaino una giacca antivento/impermeabile, uno strato termico e scorte d'acqua adeguate.
  • Meteo e Valutazione: Consultate sempre il bollettino meteo locale prima di partire ed evitate di intraprendere l'escursione in caso di temporali previsti o nebbia fitta, che renderebbe complicato l'orientamento sui pendii sommitali.
  • Valutazione personale: Valutate sempre il vostro stato di forma e quello dei vostri compagni di escursione prima di affrontare tratti in salita marcata.

Come sempre, per semplificarvi l'orientamento sul terreno e permettervi di seguire esattamente il percorso che ho fatto io, vi lascio la traccia GPX 

Buona camminata e ci vediamo sul prossimo sentiero!