Escursione in Valmalenco: tra ghiacciai, passi e rifugi


Una di quelle uscite che rimangono impresse nella memoria: tre giorni di puro trekking in alta quota nella splendida cornice della Valmalenco, circondati da vette maestose, valichi alpini, laghi turchesi e ghiacciai.

Questa avventura è stata organizzata e vissuta insieme agli amici e agli accompagnatori della sezione CAI di Mirano, che desidero ringraziare di cuore per la impeccabile pianificazione, la sicurezza garantita lungo tutto l'anello e per aver creato uno spirito di gruppo fantastico. Un'atmosfera unica che ha toccato il suo apice la seconda sera: tra chiacchiere, battute, tante risate a crepapelle (e forse anche complice qualche amaro di troppo a fine cena!), la serata al rifugio è diventata una di quelle che non si dimenticano.

🥾 Scheda Tecnica Escursione

Livello: 🔴 ESPERTO (IG 74.9)
(Leggi la Legenda)

📊 SFORZO FISICO

Tempo Totale: 3 giorni

📏 Lunghezza: 37,28 km

📈 Dislivello: 2490 m

📉 Pendenza Max: 28%

🗺️ PERCORSO

🥾 Tipo Sentiero: T - E - EE - Attrezzato

🛤️ Sentieri: CAI 346, 305, 342, 342/1

🪧 Segnaletica: Presente

🗺️ Cartografia: Tabacco n.093

🏔️ AMBIENTE

🔝 Altitudine Max: 2813 m (Rif. Marinelli Bombardieri)

❄️ Neve: Assente

💧 Acqua: Assente (solo Rifugi)

🏠 LOGISTICA

🏨 Rifugio: 2 notti

Tenda/Bivacco: 0 notti

🧗 VIA FERRATA

⛓️ Ferrata: Assente

🚶 Avvicinamento: 0 ore

Tempo Ferrata: 0 ore


Dati rilevati con strumentazione GPS. La classificazione ESPERTO è dovuta allo sviluppo complessivo su 3 giorni, alla presenza di tratti attrezzati con catene/cavi e al passaggio su pietraie in alta quota.

Come Arrivare

Il punto di partenza e di arrivo dell'escursione è il Parcheggio di Campo Moro (1.995m), situato al termine della strada asfaltata che sale da Franscia (Lanzada, SO): qui le indicazioni maps.

Il parcheggio di Campo Moro è a pagamento durante la stagione estiva e nei fine settimana ad alta affluenza (tramite colonnina/ticket o app). Nei periodi di bassa stagione o in orari serali/notturni la sosta può variare, ma è consigliabile arrivare con monete o carta di credito pronte per coprire i 3 giorni di sosta. Il prezzo è di € 6,00 il primo giorno e poi € 2,00 ogni giorno successivo.

Consiglio: Trattandosi di un punto d'accesso principale per la diga e per i rifugi della zona, nei weekend estivi tende a riempirsi velocemente: è consigliabile arrivare la mattina presto.


Giorno 1: Da Campo Moro al Rifugio Bignami

📍 Punto di partenza Campo Moro (1.995 m)
🏁 Punto di arrivo Rifugio Roberto Bignami (2.401 m)
📏 Km totali 15,40 km
📈 Dislivello positivo +1.110 m
📉 Dislivello negativo -720 m
📊 Pendenza media 12%
🏡 Punti di appoggio Rifugio Zoia
💧 Acqua sul percorso Assente (eventualmente i laghi, ma solo previo filtro)

Dati gli ultimi controlli agli zaini, la prima giornata comincia nei pressi del grande bacino di Campo Moro. Imbocchiamo il Sentiero 346 che prende quota con pendenza costante all'interno di un bosco diradato di larici, superando in pochi minuti il Rifugio Zoia (2.021 m).


Proseguendo sul 346, la traccia si spiana addentrandosi nello splendido pianoro verdissimo dell'Alpe Campagneda (2.145 m), punteggiato da baite e pascoli. 

Da qui la salita torna a farsi sentire: seguiamo i segnavia della variante dell'Alta Via della Valmalenco (Sentiero 305) verso i Laghetti di Campagneda, specchi d'acqua limpida dalle sfumature blu-verdi situati tra i 2.200 m e i 2.500 m.



Il paesaggio cambia gradualmente, trasformandosi da pascolo a piana di pietre e sfasciumi tipica dell'alta quota. Risaliamo con stretti tornanti e qualche tratto attrezzato lo spallone finale fino al Passo di Campagneda (2.636 m), caratterizzato da rocce arrotondate e da una vista straordinaria verso il pizzo Scalino. 




Traversando quasi in piano su sfasciumi raggiungiamo il vicino Passo di Canciano (2.464 m), valico naturale che segna il confine di Stato con la Svizzera (Val Poschiavo).


Dove possiamo ammirare anche un laghetto a forma di cuore.

Dal Passo di Canciano scendiamo verso la Val Poschiavina con il suo torrente. 



Arrivati ai pressi dell'Alpe Val Poschiavina troviamo delle abitazioni usate dai pastori e l'unica fonte d'acqua di tutta la giornata dove facciamo tutti rifornimento.

Continuiamo a scendere fino a che il sentiero non si trasforma in una strada bianca e, tenendo la sinistra, raggiungiamo la Diga del Lago di Alpe Gera.



Dopo averla attraversata, riprendiamo il sentiero che, con una serie di saliscendi, raggiungiamo il Rifugio Roberto Bignami (2.401 m), magnificamente adagiato su un dosso erboso affacciato sulla conca glaciale. 



Il Rifugio Roberto Bignami vanta una storia profonda legata alla memoria alpinistica ed alla solidarietà. Fu edificato tra il 1955 e il 1956 dalla signora Clementina Agretti in memoria del figlio Roberto Bignami, giovane e valoroso alpinista milanese caduto tragicamente sul Monte Disgrazia nel 1954, per poi essere donato al CAI di Milano che ne cura la gestione da allora.


Per quanto riguarda le tariffe del trattamento di mezza pensione, che comprende la cena, il pernotto in camerata e la prima colazione con bevande escluse, i soci CAI usufruiscono di una tariffa agevolata di circa 64,00 € a persona (con un'ulteriore riduzione a circa 56,00 € riservata ai soci under 25), mentre per i non soci il costo della mezza pensione si attesta sugli 80,00 € a persona.


Giorno 2: Dal Ghiacciaio Fellaria al Rifugio Bombardieri

📍 Punto di partenza Rifugio Roberto Bignami (2.401 m)
🏁 Punto di arrivo Rifugio Marinelli Bombardieri (2.813 m)
📏 Km totali 13,30 km
📈 Dislivello positivo +1.170 m
📉 Dislivello negativo -740 m
📊 Pendenza media 14%
🏡 Punti di appoggio Rifugio Carate Brianza (2.662 m)
💧 Acqua sul percorso solo al Rifugio Carate Brianza (eventualmente i ruscelli, ma solo previo filtro)

È il giorno tecnicamente e paesaggisticamente più intenso dell'intero trekking. Dal Bignami prendiamo il Sentiero Glaciologico "Luigi Marson" abbassandoci leggermente verso la piana dell'Alpe Fellaria per poi risalire le cenge abbandonate dal ritiro del ghiacciaio.



Raggiungere il Lago Glaciale Fellaria è uno spettacolo d'impatto straordinario: di fronte a noi si staglia la fronte del ghiacciaio che scarica una colonna d'acqua nel bacino turchese. Un ambiente polare a meno di tremila metri che lascia a bocca aperta.



Lasciato il lago glaciale, riprendiamo il percorso dell'Alta Via (Sentiero 342) per affrontare la risalita verso la Forcella di Fellaria (2.819 m). Il terreno si fa via via più ripido, selvaggio e instabile, composto quasi esclusivamente da grandi blocchi rocciosi, dove occorre prestare molta attenzione a dove si mettono i piedi e seguire attentamente i bolli rossi e bianchi.



Subito dopo aver scollinato la Forcella di Fellaria, il percorso presenta le sezioni più tecniche e impegnative.

Si incontra un traverso su enormi massi su cui fare attenzione e su cui bisogna valutare bene dove mettere i piedi in quando roccia liscia. Alcuni passaggi richiedono passo fermo, assenza di vertigini e l'utilizzo delle mani su roccia, specialmente in presenza di roccia umida o detrito scivoloso.

Superato il tratto tecnico, si procede in mezza costa fino al Rifugio Carate Brianza (2.662 m).



Dal Rifugio si risale per poi iniziare una discesa su un traverso su roccia esposta su cui fare attenzione.

Giungiamo così nei pressi del Lago di Musella.

Dopo il lago inizia la salita e con un ultimo strappo saliamo infine allo sperone roccioso su cui sorge il Rifugio Marinelli Bombardieri (2.813 m), punto più alto del nostro itinerario.


Costruito originariamente nel 1880 su iniziativa di Damon Olinto Marinelli e inaugurato come primo storico presidio del CAI nella conca del Bernina, il rifugio venne ampliato più volte nel corso del Novecento ed intitolato successivamente anche alla memoria di Luigi Bombardieri, carismatico presidente del CAI di Sondrio e figura chiave nella valorizzazione dell'alta montagna valtellinese, scomparso nel 1957.

Per quanto riguarda la gestione economica del soggiorno, il costo del trattamento di mezza pensione che include la cena, la notte e la colazione si aggira attorno ai 60,00 € per i soci CAI in possesso di tessera in corso di validità, mentre per i non soci il prezzo della mezza pensione sale a 80,00 € a persona.


Giorno 3: rientro a Campo Moro

📍 Punto di partenza Rifugio Marinelli Bombardieri (2.813 m)
🏁 Punto di arrivo Campo Moro (1.995 m)
📏 Km totali 8,58 km
📈 Dislivello positivo +210 m
📉 Dislivello negativo -1.020 m
📊 Pendenza media 14%
🏡 Punti di appoggio Rifugio Carate Brianza (2.662 m)
💧 Acqua sul percorso solo al Rifugio Carate Brianza

La mattina del terzo giorno la montagna cambia volto. Svegliati dal tamburellare della pioggia, fuori dal rifugio ci accoglie un'atmosfera ovattata: un denso strato di nuvole e nebbia d'alta quota avvolge le vette e copre completamente la visuale sui giganti attorno a noi.

Indossati i gusci impermeabili e le coperture per gli zaini, ci incamminiamo con attenzione sul Sentiero 342/1. Il percorso su roccia bagnata richiede cautela nella prima tratta in discesa tra le roccette e la pietraia fino al Lago di Musella. 

Dal lago il sentiero inizia a risalire a tratti stretto e scosceso.

Proseguendo lungo la crestina, le nuvole iniziano gradualmente ad aprirsi e a sfilacciarsi: la pioggia battente concede una tregua lasciando spazio a un cielo grigio, plumbeo e suggestivo, che regala scorci unici e quasi mistici sulla conca sottostante.

Raggiungiamo il Rifugio Carate Brianza (2.636 m) e da qui iniziamo la decisa discesa attraverso i famosi "Sette Sospiri", una serie di tornanti ben tracciati che ci perdono rapidamente quota fino ad arrivare al bivio verso il Rifugio Alpe Musella.



Ignoriamo il Rifugio e proseguiamo lungo il sentiero 342/1 che prosegue verso i boschi con alcuni tratti attrezzati con catena e parapetto. 


Raggiungiamo così la base della Diga del Lago di Campomoro.

Proseguiamo su strada sterrata e poi asfaltata che sale fino alla Diga di cui attraversiamo un tratto.


Ultimi passi e raggiungiamo il Parcheggio di Campo Moro, chiudendo in totale sicurezza e grande soddisfazione questo splendido anello d'alta quota in Valmalenco.


Considerazioni

Trattandosi di un itinerario che tocca quasi i 2.900 metri di quota, sono indispensabili scarponi da trekking strutturati, abbigliamento a strati (guscio impermeabile, piumino, guanti e berretto anche in estate) e bastoncini da trekking.

I rifugi Bignami e Marinelli Bombardieri sono molto frequentati durante i mesi di luglio e agosto; è fondamentale prenotare il pernottamento e la mezza pensione con largo anticipo.

Portare acqua per almeno 2 litri; è possibile fare rifornimento solo presso i rifugi lungo il percorso.

Un'esperienza fantastica che consiglio a tutti gli appassionati di montagna e che ringraziamo ancora una volta il CAI di Mirano per aver reso speciale!