Sul tetto del Gruppo del Sella: Piz Boè tramite la Ferrata Piazzetta e notte al Rifugio Capanna Fassa
Ci sono montagne che ti cambiano dentro e ci sono uscite che rimangono scolpite nel cuore per sempre. Salire sul Piz Boè è già di per sé un'esperienza epica, ma farlo affrontando una delle vie ferrate più verticali e sfidanti di tutte le Dolomiti porta tutto a un livello superiore. Se poi a questa avventura aggiungi la magia di dormire in quota, al Rifugio Capanna Fassa, capisci subito di aver vissuto qualcosa di unico.
Questa salita ha avuto per me un valore ancora più profondo: l'ho condivisa con mio padre. Fin da quando ero bambino è stato lui a trasmettermi l'amore per i sentieri, ad insegnarmi il rispetto per la roccia e a muovere i primi passi sulle vie ferrate. Un grazie speciale va a lui, per la pazienza, per gli insegnamenti e per continuare a condividere con me queste emozioni ad alta quota.
🥾 Scheda Tecnica Escursione
📊 SFORZO FISICO
⌛ Tempo Totale: 11 ore
📏 Lunghezza: 12.61 km
📈 Dislivello: 1.030 m
📉 Pendenza Max: Verticale
🗺️ PERCORSO
🥾 Tipo Sentiero: T - EE - EEA
🛤️ Sentieri: CAI 626, 638A, 638, 627
🪧 Segnaletica: Presente
🗺️ Cartografia: Tabacco n. 06 / 07
🏔️ AMBIENTE
🔝 Altitudine Max: 3.152 m (Piz Boè)
❄️ Neve: Assente
💧 Acqua: Presente
🏠 LOGISTICA
🏨 Rifugio: 1 notti
⛺ Tenda/Bivacco: 0 notti
🧗 VIA FERRATA
⛓️ Ferrata: Estremamente Difficile (ED)
🚶 Avvicinamento: 1h 30min
⌛ Tempo Ferrata: 3 ore
Come arrivare
Il punto di partenza dell'itinerario è il Passo Pordoi, valico alpino situato a cavallo tra la Val di Fassa (Trentino) e la Valle di Livinallongo (Veneto), facilmente raggiungibile percorrendo la Strada Statale 48 delle Dolomiti (qui le indicazioni maps).
Al Passo Pordoi è presente un grande piazzale di sosta proprio nei pressi della stazione di valle della funivia del Sass Pordoi. Il parcheggio principale nei pressi degli impianti è a pagamento, con tariffa giornaliera. Tuttavia, arrivando presto la mattina o spostandosi leggermente lungo i tornanti del passo, è possibile trovare qualche stallo di sosta gratuito. Durante l'alta stagione estiva la zona si riempie rapidamente, quindi il consiglio è di arrivare di buon mattino.
Giorno 1: la salita al Piz Boè
| 📍 Punto di partenza | Passo Pordoi (2.239 m) |
| 🏁 Punto di arrivo | Rifugio Capanna Fassa (3.152 m) |
| 📏 Km totali | 4,50 km |
| 📈 Dislivello positivo | +880 m |
| 📉 Dislivello negativo | -40 m |
| 📊 Pendenza media | 50% |
| 🏡 Punti di appoggio | Nessuno |
| 💧 Acqua sul percorso | Assente |
Sono partito dal Parcheggio del Passo Pordoi (2.239 m) muovendomi in direzione est/nord-est verso i prati ai piedi delle pareti del Sella. Ho camminato in prima battuta su strada asfaltata fino a raggiungere l'Ossario del Passo Pordoi, punto di interesse storico circondato da un panorama grandioso.
Da qui ho iniziato a risalire il rimontante vallone seguendo i segnavia del Sentiero 626A.
Il terreno qui diventa gradualmente più ripido e detritico, tra sfasciumi e tratti erbosi, portando dritti verso lo zoccolo roccioso dove si trova l'attacco della Via Ferrata Cesare Piazzetta (2.648 m).
Arrivato alla base della parete, ho indossato imbrago, casco e kit da ferrata. La Piazzetta non fa sconti: i primi 50 metri sono verticali, atletici e richiedono grande forza sulle braccia e precisione negli appoggi dei piedi sulla roccia levigata. Superata questa prima parete impegnativa, il percorso diventa più vario e panoramico, alternando traversi esposti, piccoli camini e un divertente ponte sospeso in cavo d'acciaio.
Man mano che guadagnavo quota, lo sguardo si apriva sulla Marmolada e sulle cime circostanti.
Terminata la ferrata, il tracciato continua per roccette seguendo bollini e frecce rosse fino a raggiungere la cima: il gigante Piz Boè e il Rifugio Capanna Fassa (3.152 m).
Qui ci siamo fermati per il pernottamento e dormire sulla vetta del Piz Boè al Rifugio Capanna Piz Fassa (3.152 m) è un'esperienza speciale.
Nato nel 1969 da un'idea di Francesco Dezulian a seguito dell'apertura della funivia del Sass Pordoi, il Rifugio Capanna Fassa è stato rilevato e ampliato nel 1980 dalla famiglia Bernard. Ammodernata negli anni con un rivestimento in legno scuro stagionato capace di resistere al clima estremo dei suoi 3.152 metri d'altitudine, la struttura si presenta oggi calda ed essenziale, con una sala da pranzo panoramica a 360 gradi sulle Dolomiti, cucina d'alta quota, servizi e camerate per la notte.
Giorno 2: la discesa da Forcella Pordoi
| 📍 Punto di partenza | Rifugio Capanna Fassa (3.152 m) |
| 🏁 Punto di arrivo | Passo Pordoi (2.239 m) |
| 📏 Km totali | 8,11 km |
| 📈 Dislivello positivo | +120 m |
| 📉 Dislivello negativo | -990 m |
| 📊 Pendenza media | 12% |
| 🏡 Punti di appoggio | Rifugio Boè - Rifugio Forcella Pordoi |
| 💧 Acqua sul percorso | Presente nei Rifugi |
Il giorno seguente, ricaricate le energie, ho iniziato la discesa dal Piz Boè (3.152 m) lungo il sentiero gradonato e attrezzato sul versante opposto.
Seguendo il tracciato roccioso e lunare sono arrivato in breve tempo al Rifugio Boè (2.865 m), perfetto punto di appoggio al centro dell'altopiano del Sella.
Dal rifugio ho proseguito lungo la traversata del plateau roccioso imboccando la variante nei pressi della Via Ferrata L'Antersas (2.813 m), che permette di aggirare i saliscendi della cresta senza difficoltà estreme però la ferrata è esposta e quindi da prestare comunque attenzione.
Ho proseguito fino a Forcella d'Antersas per una vista sulla Val Lasties.
Dalla forcella sono tornato sui miei passi per raggiungere la cima d'Antersass (2.809m) con una vista sul Gruppo Sella a 360°
Ho raggiungo nuovamente il Rifugio Boè e poi ho proseguito lungo il sentiero panoramico e a tratti attrezzato dirigendomi verso la Forcella Pordoi (2.833 m), il celebre intaglio roccioso affacciato sul versante di discesa.
Da Forcella Pordoi è iniziata la fase finale dell'escursione: la discesa a zig zag tra le imponenti pareti rocciose.
Raggiunta la base della discesa, ho ripercorso l'ultimo tratto passando vicino alla Cappella del Passo Pordoi (2.245 m) e sono infine rientrato al punto di partenza presso il Parcheggio del Passo Pordoi.
Considerazioni
La Via Ferrata Cesare Piazzetta è un percorso classificato come estremo (EEA). Il tratto iniziale richiede ottima forza fisica, totale assenza di vertigini ed esperienza previa su vie ferrate atletiche. Non è assolutamente adatta ai principianti.
Casco, imbrago, set da ferrata omologato a dissipatore e calzature da montagna con ottima aderenza sono indispensabili e obbligatorie. Un rinvio è vivamente consigliato per riposare le braccia nei tratti più verticali.
Verificate sempre le condizioni meteo prima di partire e assicuratevi di prenotare con largo anticipo il pernottamento al Rifugio Capanna Fassa, dato che i posti in vetta sono limitati.
Per maggiori informazioni sulla Via ferrata Piazzetta vi rimando alla relazione dettagliata.
Come sempre, trovate la traccia GPX























































