Monte Zevola: un balcone panoramico tra neve e roccia nelle Piccole Dolomiti
Il richiamo delle Piccole Dolomiti, con le loro guglie slanciate e i panorami che spaziano dalle Prealpi fino all'Altopiano di Asiago, è irresistibile, specialmente quando l'inverno decide di mostrare il suo volto più selvaggio. L'ascesa al Monte Zevola è un'esperienza che mette alla prova gambe e spirito, un viaggio tra creste sospese e passi storici avvolti nel silenzio ovattato della neve. Camminare in questo scenario, dove la roccia nuda sfida il bianco assoluto, trasforma una giornata di escursionismo in un'avventura autentica, fatta di fatica, concentrazione e quella pace profonda che solo la montagna sa regalare.
🥾 Scheda Tecnica Escursione
📊 SFORZO FISICO
⌛ Tempo: 7h 10min
📏 Lunghezza: 9.26 km
📈 Dislivello: 720 m
📉 Pendenza Max: 50%
🗺️ PERCORSO
🥾 Tipo Sentiero: T / E / EE
🛤️ Sentieri: CAI 110 - 202 - 121
🪧 Segnaletica: Presente
🗺️ Cartografia: Tabacco n.056
🏔️ AMBIENTE
🔝 Altitudine Max: 1976 m (Monte Zevola)
❄️ Neve: Marcia (fine stagione)
💧 Acqua: Presente
🏠 LOGISTICA
🏨 Rifugio: 0 notti
⛺ Tenda/Bivacco: 0 notti
🧗 VIA FERRATA
⛓️ Ferrata: Assente
🚶 Avvicinamento: 0 ore
⌛ Tempo Ferrata: 0 ore
Come arrivare
Per intraprendere questa escursione, il punto di partenza è la Località Gazza, nel comune di Recoaro Terme (VI). In auto, segui le indicazioni per Valdagno e successivamente per Recoaro Terme, salendo poi verso la zona del Rifugio Cesare Battisti. Troverai un comodo parcheggio circa 200 metri prima di raggiungere la struttura, dove è possibile lasciare il mezzo (qui le indicazioni maps).
Il percorso
Sono partito dal parcheggio in Località Gazza, raggiungendo in pochi minuti il Rifugio Cesare Battisti (1265 m), il quale era stato il punto di ristoro del Sentiero dei Grandi Alberi.
Da qui, ho imboccato il sentiero CAI 110 che punta verso le pareti sovrastanti.
Il tracciato solitamente sale con pendenza regolare tra mughi e ghiaie fino al Passo Tre Croci (noto anche come Passo della Lora), a quota 1716 m. Tuttavia, la salita è stata diversa: essendoci mezzo metro di neve, ho deciso di seguire la traccia delle persone passate nei giorni precedenti, che hanno "tagliato" tutti i tornanti salendo dritto per dritto. Una faticata notevole, ma decisamente efficace per guadagnare quota rapidamente nel bianco totale.
Una volta raggiunto il passo, ho proseguito lungo il sentiero 202 verso il Passo Zevola (1820 m). Questo è un intaglio naturale spettacolare, ma con la grande quantità di neve presente il passaggio non è stato affatto semplice. In queste condizioni, l'importanza di avere l'attrezzatura adatta (ramponi e piccozza) è fondamentale: la neve trasforma ogni metro in una sfida tecnica.
Dal passo, con un ultimo sforzo, ho raggiunto la Cima Zevola a 1976 m. Dalla croce di vetta, il panorama a 360° è solitamente il premio migliore: oggi le nuvole erano basse e non ho potuto vedere molto lontano, ma ho comunque goduto di una vista ravvicinata e suggestiva su gran parte dei monti Lessini circostanti.
Dopo una breve sosta, ho iniziato la discesa verso Malga Fraselle di Sopra, circa 1630 m. In questo tratto la neve si era parzialmente ritirata, dandoci un minimo di respiro e facendo riposare le gambe.
Abbiamo potuto ammirare le cime innevate delle montagne vicine e abbiamo avuto la fortuna di fare un incontro emozionante con alcuni camosci che osservavano il nostro passaggio. Da qui, inoltre, si può ammirare la cima del Monte Gramolon, su cui in passato ho affrontato le 2 vie ferrate per raggiungerne la vetta.
La parte finale della discesa è stata tecnica e divertente, ma ha richiesto la massima concentrazione. Il primo tratto del vajo per cui siamo scesi è estremamente pendente e, con la neve, ha richiesto molta attenzione e prudenza. Successivamente, raggiungendo il bosco, la pendenza si è ridotta, ma abbiamo continuato a fare molta attenzione per la gran presenza di cumuli nevosi.
Una volta raggiunto il sentiero più largo, abbiamo proseguito su un falsopiano fino a tornare al Rifugio Battisti per bermi una meritatissima birra.
Attenzione: poco prima dell'arrivo in rifugio il sentiero è ceduto per cui è stato sistemato creando una breve scala in legno per arginare la parte di sentiero ceduto.
Considerazioni
Andare in montagna richiede sempre prudenza, ma con la neve il livello di allerta deve salire. Il vajo per cui siamo scesi è molto pendente e, in condizioni invernali, senza l'opportuna attrezzatura (ramponi, piccozza e scarponi adeguati) diventa estremamente pericoloso. Non sottovalutate mai la pendenza e lo stato del manto nevoso.
Come sempre, vi lascio qui sotto la traccia GPX della mia escursione.





















